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Coronavirus e disabilità

Coronavirus e disabilità

Durante questo periodo di emergenzialità causato dal Coronavirus, Covid 19, le persone più colpite sono state senza dubbio quelle più fragili, tra queste in particolare chi vive una condizione di disabilità.

Noi operatori, educatori e psicologi delle cooperative Tutti giù per terra Onlus e Mirjac Onlus e dell’Associazione La collina storta abbiamo cercato di portare avanti con continuità, seppur con mille difficoltà, tutti le attività che riguardano in modo particolare gli utenti S.A.I.S.H., un servizio di natura socio assistenziale erogato dai Municipi di appartenenza e svolto, previa scelta della famiglia, dalle cooperative accreditate come le nostre.

Principali difficoltà metodologiche e operative

Durante la fase iniziale di Pandemia, a partire dai primi giorni di Marzo, a seguito del primo decreto del Presidente Conte sul Coronavirus è stato necessario ripensare tutti i servizi e rimodulare il lavoro di ognuno di noi, cercando di raggiungere i risultati attesi attraverso attività a distanza con piattaforme on line, piuttosto che con attività in presenza come era stato fino ad quel momento.

Come fare? Inizialmente non ne avevo idea: come riuscire a continuare il lavoro sull’autonomia, dovendo forse rinunciare ad alcune modalità che finora erano state davvero funzionali come il non utilizzo del prompt verbale e l’uso del lavoro in gruppi?

Le incertezze metodologiche derivavano anche dal fatto di non sapere quali sarebbero stati i tempi della fase di isolamento nelle proprie abitazioni, quanto sarebbe durata questa situazione?

Se si fosse trattato solo di un paio di settimane questo periodo avrebbe potuto rappresentare per i ragazzi un modo per riposarsi e lavorare sulla gestione dell’imprevisto.

Ma se il periodo fosse andato oltre le due settimane? Questo avrebbe potuto rappresentare un grande problema, i ragazzi avrebbero potuto perdere le abilità acquisite, i genitori non avrebbero potuto gestirli per un tempo tanto lungo. Tante paure e preoccupazioni occupavano i miei pensieri.

Da operatrice con più di 10 anni di esperienza alle spalle, ero molto cosciente del lavoro svolto con i miei ragazzi durante gli anni precedenti e sapevo che la maggioranza di loro avrebbe reagito bene al cambiamento, dopo tutto ci prepariamo alla gestione degli imprevisti da tempo. Sapevo che erano in grado di ricrearsi una nuova routine, sapevo che i genitori avevano gli strumenti per gestire i vari comportamenti. Quello che mi dava più pensiero era la gestione sul lungo periodo, tuttavia, per fortuna, ero abbastanza tranquilla circa il lavoro sulle autonomie e sui prerequisiti lavorativi. Il lavoro che realizziamo in particolare nei nostri progetti Ponte Arcobaleno e Ponte BIS.

L’importanza del lavoro di equipe

Per elaborare le attività in modalità on line è stato molto utile il confronto con la dott.ssa Sonnino e con i/le colleghi/e. Tutto ciò mi ha aiutato a comprendere che alcune attività sulle quali lavoravo da tempo erano pronte a superare la sfida della fruizione on line. Lo yoga ad esempio, o il teatro erano già perfettamente strutturate visivamente, certo le avevamo sempre realizzate in presenza e in gruppo, come avrebbero reagito i ragazzi on line? Queste domande però dovevano avere una priorità secondaria, perché prima di tutto c’era il pensiero che i ragazzi erano a casa, tutto il giorno e non vedevano i loro amici ed i loro operatori.
Perciò, anche grazie al supporto tecnico, oltre che metodologico, da parte delle mie colleghe, ho deciso di fissare dei laboratori utilizzando la piattaforma Zoom.
I laboratori on line sono stati pensati sia per i ragazzi del servizio SAISH, sia per quelli che svolgono attività privatamente.
Per decidere quali tipi di laboratori attivare mi sono concentrata sue due caratteristiche: da una parte i laboratori già pronti, ma soprattutto quelli più utili per la fase particolare che stavamo vivendo.
Cosa serve in questo preciso momento? mi sono domandata. L analisi della domanda è sempre la prima cosa su cui improntare un intervento.
Inoltre dovevo proporre attività nelle quali ho una maggiore competenza, per raggiungere buoni risultati e offrire un buon servizio. I miei punti di forza sono la conoscenza tecnica del TEACCH, la gestione del gruppo e l’espressione personale del singolo e su questi ho pensato di puntare!

Quali laboratori sono stati proposti

Sicuramente una delle prime attività che andava proposta era l’attività fisica, necessario per liberare le energie in eccesso in questi momenti di isolamento. La mia idea è stata quindi quella di creare una sequenza di esercizi motori, organizzati in maniera visiva con l’ausilio della CAA. La successione era funzionale alla memorizzazione e all’inserimento nella routine quotidiana da parte dei ragazzi.
L’attività di yoga, laboratorio ormai in corso da 4 anni all’interno dell’Accademia degli autismi, poteva quindi essere funzionale perché impostato sull’autoregolazione e su alcuni esercizi utili per conoscere il proprio corpo e respirare. L’attività di yoga è stata sviluppata anche con l’aggiunta di una serie di movimenti, tramite il saluto al sole o altre tecniche utili anche per potenziare l’imitazione.
A questo tipo di attività ho pensato poi di unire un lavoro sulle emozioni nel corpo, proprio per aumentare la consapevolezza di sé, lavorando per esempio sull’ansia (emozione sicuramente presenti in tutti noi in questo periodo di incertezza), su come questa si manifesta nel corpo e su cosa fare e cosa no per imparare a gestirla. Anche questo laboratorio è stato strutturato utilizzando il supporto delle immagini e il classico schema di divisione delle attività in task analysis.
Altro laboratorio già attivo da anni e anche questo, secondo me, molto utile in questo particolare momento di isolamento sociale, è quello del teatro. Questo tipo di attività lavora sull’adattabilità sociale (impariamo a stare in silenzio mentre gli altri si esibiscono, apprendendo quindi per generalizzazione a stare in silenzio al teatro o al cinema) e sull’espressione di se tramite forme d’arte come il canto o il ballo.
Con questi 3 laboratori avevo già occupato facilmente tre giorni a settimana per i ragazzi, negli altri due ho inserito il laboratorio di karaoke, un’attività molto gradita da tutti i nostri ragazzi. Tuttavia questa forma espressiva era stata proposta durante le feste come divertimento, ma mai come laboratorio. Ho pensato invece di offrirla in maniera strutturata, con strumenti di CAA. Ho creato una divisione dell’attività in fasi: riscaldamento vocale, sfida a squadre e canzone da cantare tutti insieme alla fine. Anche in questa nuova modalità il karaoke sembra riscuotere sempre un brande successo tra i nostri ragazzi!

L’importanza delle routine

Per cercare di facilitare ragazzi e genitori ho fissato tutti i laboratori alla stessa ora, in modo da creare una routine settimanale: ogni giorno alla stessa ora i ragazzi devono collegarsi nella stessa collocazione in casa, dalla stessa posizione, usando lo stesso pc e gli stessi codici di accesso.
I laboratori sono stati così suddivisi:
Lunedì

– 16:00-17:00 fitness avanzato, per i ragazzi abituati all’attività fisica e abili a livello motorio;
– 17:00-18:00 fitness base per chi ha più problematiche motorie e necessità di attività più semplici.
Martedì
– 16:00-17:00 karaoke
Mercoledì
– 16:00-18:00 laboratorio di yoga, con all’interno laboratorio sulle emozioni
Giovedì
– 16:00-17:00 karaoke
Venerdì
– 16:00-18:00 teatro

Punti di forza e debolezza dei laboratori on line

La partecipazione ai laboratori è molto numerosa e fruttuosa: i ragazzi stanno ottenendo buoni risultati divertendosi anche molto. Io ed i miei colleghi stiamo, anche grazie all’aiuto dei tirocinanti, creando sempre più materiale visivo che possa essere utile, ad esempio storie sociali per rispettare il turno, comprensione della situazione ecc.
Tra gli elementi di criticità, noto che per alcuni ragazzi è stato difficile approcciarsi a questi tipi di laboratorio, perché prevedono il possesso di alcuni prerequisiti, come sapere stare seduti per lungo tempo, avere tempi attentivi adeguati, ecc.
Alcuni ragazzi invece, in particolare quelli meno inclini all’interazione umana, più timidi e chiusi in loro stessi, hanno beneficiato di questa modalità. Eliminando gli elementi sociali che sono per loro di disturbo, come il contatto oculare, il contatto fisico, un particolare tono di voce ecc, questi hanno tratto davvero giovamento dai laboratori on line.
Come ultimo, seppur non meno importante elemento di riflessione, questa modalità ha permesso a ragazzi che nel corso del tempo avevano perso i contatti col gruppo, a causa di trasferimenti o altre attività intraprese, di tornare all’interno del gruppo.

L’importanza della socializzazione

Come per tutti i ragazzi, il periodo di isolamento ha comportato una perdita della socialità. Il rischio che questo periodo di de-socializzazione venisse interiorizzato erano alti.
I ragazzi avevano bisogno degli amici, anche questo è stato un motivo importante che ci ha spinto a procedere con l’organizzazione dei laboratori quanto prima.

Come si procederà nella fase due

Anche adesso che siamo entrati nella fase due, intendiamo continuare questi laboratori per quanto sarà possibile e probabilmente mantenerli nel tempo, almeno per quei ragazzi che vivono lontano.
La realizzazione di questi laboratori è stata possibile anche grazie al finanziamento l’Unione Buddhista Italiana (UBI) che ha destinato una parte dei fondi dell’8 per mille al sostegno di progetti durante la fase di emergenza Covid19