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L’impatto della CAA nell’integrazione scolastica: analisi e testimonianze operative.

L’impatto della CAA nell’integrazione scolastica: analisi e testimonianze operative.

La CAA a scuola: l’impegno di “Tutti giù per terra”

La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) non è solo un supporto per la disabilità, ma un potente strumento di inclusione che potenzia le possibilità espressive di ogni studente, migliorando l’apprendimento e il clima relazionale dell’intero gruppo classe. A Roma, la Cooperativa “Tutti giù per terra” rappresenta un punto di riferimento fondamentale in questo ambito: con dedizione e competenza, la Cooperativa forma, coordina e supervisiona il servizio in numerose scuole, promuovendo un lavoro di rete tra famiglie, docenti e specialisti. Attraverso strumenti visivi e laboratori esperienziali, gli assistenti della Cooperativa trasformano la comunicazione in un diritto accessibile a tutti, abbattendo le barriere e costruendo una scuola realmente accogliente.

CAA. L’IMPORTANZA DI COMUNICAARE

“L’impossibilità di non comunicare, rende comunicative tutte le situazioni che coinvolgono più persone”.

Questo sosteneva Paul Watzlawick nel suo primo assioma della comunicazione. In pratica, ci svela che è impossibile non comunicare: anche quando non vogliamo o non stiamo comunicando, in realtà il nostro comportamento sta raccontando molto di noi, a nostra insaputa…

Pensate che la comunicazione verbale rappresenta solo il 7% di quello che comunichiamo, mentre la modalità para-verbale, come il tono di voce, il ritmo, la velocità e il volume, raggiunge il 38%. Ma è la comunicazione non verbale a raccontare la maggior parte di ciò che noi esprimiamo, ben il 55%: siamo convinti di dire tutto con le parole ma in realtà gli aspetti visivi come sorrisi, sguardi, silenzi, gesti delle mani, postura corporea, svelano a volte più di quanto noi stessi crediamo.

La comunicazione non verbale è quindi fondamentale nella vita di tutti i giorni ma diventa cruciale quando ci troviamo ad interagire con individui che presentano bisogni comunicativi complessi (BCC): infatti per le persone con BCC, l’uso del linguaggio verbale può risultare difficoltoso o addirittura impossibile.

Pensiamo a bambini e ragazzi nello spettro autistico, con sindromi genetiche o ritardo cognitivo, impossibilitati a comunicare, ad esprimere bisogni e sensazioni, emozioni e necessità fisiche.

È in questo contesto, in cui si genera frustrazione e sofferenza, che entra in gioco la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA).

La CAA è l’insieme di strumenti, tecniche e strategie utili a supportare, aumentare o sostituire le competenze verbali delle persone con BCC, utilizzando e potenziando tutte le abilità comunicative della persona: le vocalizzazioni o il linguaggio vocale esistente, i gesti, i segni, la comunicazione con ausili e la tecnologia avanzata.

È la costruzione di un sistema flessibile ed altamente personalizzato, da utilizzare in tutti i contesti di vita del bambino: casa, scuola, setting di terapia, attività quotidiane. Perché la possibilità di comunicare e di esprimersi liberamente non può essere limitata solo ad uno o pochi aspetti della vita della persona ma deve essere generalizzato in tutti gli ambienti e le situazioni quotidiane.

 

L’ESPERIENZA DI UNA ASSISTENTE ALLA CAA

Ho avuto modo di seguire con continuità un utente in una scuola primaria di Roma, in zona Casalotti: M. ha un profilo nello spettro autistico severo, non verbale, con deficit nell’interazione sociale, interessi limitati e comportamenti ripetitivi, sensibilità ai rumori, frequenti comportamenti problema che provocano momenti di crisi con condotte autolesive ed etero aggressive che faticosamente rientrano.

In qualità di assistente specialistico alla CAA, ho elaborato un intervento personalizzato sulla base dei suoi bisogni specifici relativi alla comunicazione, con l’obiettivo di fornire gli strumenti adeguati alle sue competenze e abbassare i livelli di frustrazione e i conseguenti comportamenti problema che si innescavano spesso.

In un’ottica di fondamentale collaborazione con le insegnanti, ho preparato strumenti in linea con le competenze dell’alunno e di supporto alle sue fragilità: task analysis relative al consolidamento delle autonomie di base, come lavarsi le mani, andare in bagno; agenda visiva con le fasi della giornata a scuola da attaccare e staccare una volta svolte, per dare prevedibilità e regolare le routine; schede visive con i luoghi della scuola dove andare come la mensa, la palestra, la biblioteca, il giardino; foto sul suo attaccapanni per promuovere l’autonomia nel delicato momento di entrata e uscita; quaderno per comunicare (seguendo il PECS- picture exchance communication system) e strisce per fare le richieste.

Per lo scambio e la comunicazione, utilizziamo foto scattate e plastificate degli ambienti della scuola, delle attività da proporre (disegno, letterine e numeri, giochi di motricità fine, puzzle, matching e associazioni logiche) e degli oggetti del bambino (giochi, rinforzatori tangibili ed edibili, libri).

Gli interventi sono stati generalizzati in diversi contesti, in parallelo con il lavoro domiciliare e terapeutico del bambino.

Strategie e strumenti legati alla CAA, sono stati predisposti, proposti, sperimentati insieme alle insegnanti e dove possibile in un quadro di integrazione con i compagni: il gruppo classe è abbastanza esiguo numericamente, le bambine tendono ad interagire con M. in un modo affettuoso che lui sembra tollerare bene.  Dato che alcuni bambini sono sembrati incuriositi dal materiale che utilizzo con M., in più occasioni li ho incoraggiati a utilizzare il comunicatore e a disegnare loro stessi dei pittogrammi per M.: “ciao”, “ti voglio bene”, “giochiamo”, “abbraccio”.

 

CONCLUSIONI

L’intervento comprensivo di strumenti e strategie attivate in maniera personalizzata sull’alunno, ha migliorato le potenzialità della comunicazione: tramite il comunicatore, le schede visive, i gesti (indicazione, si, no, posso, voglio), sono diminuiti i vissuti di frustrazione e rabbia e le conseguenti crisi emotive. Il bambino, sostenuto dalle routine e dalla possibilità di esprimersi, è apparso più sereno rispetto a inizio anno. Le autonomie di base sono migliorate, così come la capacità di formulare richieste.

 

QUALCHE ESEMPIO DI MATERIALI E STRUMENTI UTILIZZATI

 

 

*Tutti i simboli CAA utilizzati in questo articolo sono protetti da copyright e appartengono ad ARASAAC.

 

“Se cerchi un tesoro, devi cercarlo nei posti meno visibili: non cercarlo nelle parole della gente, troveresti solo vento. Cercalo in fondo all’anima di chi sa parlare con soli silenzi.” (A. Merini)

 

Dott.ssa Michela Bastianelli

Dott.ssa Fabiana Sonnino

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