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Diritto all’istruzione e disabilità a scuola

Diritto all’istruzione e disabilità a scuola

Nelle scuole i ragazzi affrontano situazioni eterogenee. Dalla routine scolastica, le uscite didattiche, le relazioni con i pari e quelle con docenti e dirigenti, alla mancanza di assistenza o la riduzione del servizio. Queste ultime sono le principali variabili che possono incidere negativamente nelle dinamiche di integrazione degli alunni con disabilità.

Le barriere per i ragazzi con disabilità

La prima e più evidente difficoltà per i ragazzi con disabilità è rappresentata ancora, purtroppo, dalle barriere architettoniche. Una scala, un gradino, una rampa molto ripida, sono tutti elementi che possono trasformarsi in ostacoli insormontabili per alcune persone.E’ necessario pensare a delle soluzioni che permettano ad ogni ragazzo di accedere a tutte le strutture pubbliche. Siano esse le scuole, le strade, gli ospedali, perchè l’accessibilità è un diritto da garantire ad ogni cittadino.
Purtroppo, secondo l’anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, ad oggi, sarebbero circa 10 mila in tutta Italia gli edifici non ancora a norma.

Inoltre, alunni e studenti con disabilità frequentano le lezioni meno dei loro compagni di classe. Ciò accade perché spesso mancano figure importanti per garantire loro la frequenza scolastica. Tra questi vi sono gli assistenti alla comunicazione  e agli assistenti “ad personam”, che devono essere presenti in classe per un determinato numero di ore, indicato nel PEI – Piano educativo individualizzato. Anche questa rappresenta una barriera per i ragazzi con disabilità , poiché si trovano impossibilitati nello svolgere le stesse attività svolte dai loro compagni.

Un altro elemento che merita una riflessione, è la distribuzione degli studenti con disabilità nei diversi tipi di scuola secondaria di II grado. Secondo i dati contenuti nell’ultima relazione del Miur, circa la metà degli alunni con handicap sono iscritti presso istituti tecnici.

La scuola è un diritto di tutti

Il diritto di tutti all’istruzione è sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Costituzione italiana. In Italia esiste, inoltre, anche la legge 517/1977, che decreta il superamento delle classi speciali per gli alunni con disabilità e afferma il diritto all’inserimento nella “scuola di tutti”. Tale normativa rende la scuola italiana un modello da seguire per altri Paesi. Nonostante ciò il passaggio dall’inserimento all’inclusione è difficoltoso anche nel nostro Paese. La piena integrazione degli alunni con disabilità viene spesso impedita da problemi di carattere gestionale, economico, politico e anche culturale.

Le principali associazioni che lavorano per l’integrazione di persone con disabilità

Tra le principali realtà che si occupano di disabilità c’è LEDHA, associazione lombarda il cui lavoro è conosciuto in ambito nazionale.
Essa affianca all’attività di rappresentanza politica e sociale tipica delle associazioni, un servizio di tutela legale. La tutela viene offerta gratuitamente alle persone con disabilità vittime di discriminazione e che hanno subito violazioni dei loro diritti fondamentali a scuola, sul lavoro, nella vita pubblica ecc.

Altra associazione importante è ANDI, che invece affianca alla persona disabile una serie di convenzioni con ditte ed enti che possano creare nell’ambito commerciale un prodotto mirato all’utilizzo degli associati. Banche, assicurazioni, viaggi e convenzioni per la cultura sono gli esempi di enti o prodotti principali.

Citiamo inoltre il Tribunale dei Diritti dei Disabili, che ha lo scopo di fornire un aiuto concreto di natura giurisprudenziale alle persone con disabilità ed alle loro famiglie. Il Tribunale affronta, inoltre, con dibattimenti pubblici che si svolgono sul modello di quelli reali, situazioni effettivamente accadute in cui sono stati violati i diritti delle persone con disabilità e la loro dignità sociale.

Quali speranze riguardo il miglioramento dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità

Purtroppo ad oggi  le risorse dedicate alle attività di sostegno e all’integrazione sembrano essere insufficienti. C’è mancanza di insegnanti di sostegno, assenza del trasporto scolastico, dovuti ovviamente dall’insufficienza di risorse adeguate disposte per l’erogazione di tali servizi. Problemi che impediscono di fatto a molti disabili di andare a scuola. La stessa attività di formazione agli insegnanti di sostegno, i quali devono acquisire una competenza specifica con un percorso di qualificazione ad hoc, è spesso lasciata in secondo piano.

Bisognerebbe pensare, nonostante la poca disposizione di fondi, ad un metodo di inclusione totale del disabile. Nell’acquisizione di competenze e creazione di strutture che possano integrare al massimo il ragazzo con disabilità con tutti gli altri, non tentando solo di normalizzare la persona stessa, ma valorizzandone anche le differenze.

Veronica Lo Destro