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Interventi sociali nel Comune di Fiumicino: parla l’assessore ai servizi sociali Anna Maria Anselmi

Interventi sociali nel Comune di Fiumicino: parla l’assessore ai servizi sociali Anna Maria Anselmi

Il Comune di Fiumicino è un comune molto attivo e presente nelle politiche sociali. Ce ne parla l’Assessore ai servizi sociali del Comune di Fiumicino, Anna Maria Anselmi, che abbiamo intervistato.

Assessore Anselmi, ci può parlare degli interventi sociali principali di cui si occupa l’Assessorato ai servizi sociali del Comune di Fiumicino?

“L’assessorato ai servizi sociali del Comune di Fiumicino si occupa di vari interventi in numerosi settori, tutti a supporto della popolazione del comune. Agiamo in tre ambiti specifici, che sono: povertà, disabilità e minori.

Si tratta di interventi mirati, che avvengono attraverso la presa in carico del cittadino che ne ha bisogno e che quindi si rivolge al PUA (Punto Unico di Accesso) ed attraverso questo viene indirizzato ai nostri assistenti sociali. Questi fanno una valutazione, a seconda dei casi, integrata, medica ecc.. Cercano di venire incontro al cittadino con i servizi più appropriati: di supporto economico, di sostegno psicologico o di assistenza, e qui abbiamo due tipi di assistenza: diretta e indiretta. Facciamo assistenza poi anche all’interno delle scuole, per minori che oltre il sostegno hanno bisogno di questo tipo di supporto.

Svolgiamo anche altri tipi di interventi sociali di necessità o urgenze abitative, accoglimento in casa famiglia ecc.
Abbiamo aperto un CAV, ossia un Centro Assistenza Anti violenza sulle donne, attivo 24h al giorno. I nostri servizi non sono pochi, dedichiamo una bella fetta del nostro bilancio al sociale, l’abbiamo sempre fatto e tentiamo di farlo nonostante le difficoltà dei tagli che avvengono, ma cerchiamo di non lasciare nulla in sospeso.

Facciamo anche un grandissimo intervento con i minori non accompagnati.
È un servizio forse che pochi conoscono perché è proprio del nostro comune. Qui difatti abbiamo l’aeroporto intercontinentale di Fiumicino e così siamo la “porta di Italia”. Come comune di sbarco di minori non accompagnati abbiamo per legge l’obbligo di curare noi tutti gli aspetti alla vita e di prendercene carico; il sindaco diventa un tutore, un curatore dei minori non accompagnati. Ci occupiamo e prendiamo in carico fino alla maggiore età i minori, sia nelle strutture presenti sul nostro territorio, sia in quelle esterne pagando noi il servizio direttamente”.

Quanti sono i casi?

Dai 120/150 l’anno, a rotazione, ci sono anni in cui i numeri sono maggiori ed altri minori. Oggi se ci sono meno sbarchi sulle isole attraverso i gommoni, ci sono più sbarchi attraverso gli aerei. Se ne parla di meno ma è una realtà. Forse non se ne sente molto parlare perché è un problema che riguarda per lo più Roma ed in minor parte Milano”.

Quindi a livello di problematiche sociali, oltre questa molto sentita che riguarda i minori non accompagnati, quali sono le altre rilevanti sul territorio?

La povertà sicuramente, e gli anziani. Il mio assessorato si occupa anche dei centri anziani, un aspetto forse un po’ più gioioso. Ne abbiamo 7 sul territorio ed ognuno di questi ha minimo 300 iscritti per arrivare fino agli oltre 1000 di Fiumicino Isola Sacra”.

A quale numero ammonta la popolazione del Comune di Fiumicino?

Ottantadue mila abitanti su un territorio di duecento ventidue mq, un territorio molto esteso. Ci occupiamo quindi di moltissimi interventi, non si finirebbe mai di parlare diciamo (sorride)”.

Un’ultima domanda. Se potesse averne l’opportunità a quale problema dedicherebbe maggiore attenzione e dunque maggiori fondi?

“La disabilità. La disabilità forse è quella che dovrebbe essere sostenuta maggiormente. Disabilità che comprende anche i minori e le persone più anziane o sole. Le persone che hanno bisogno di assistenza in casa. Portare un aiuto maggiore rispetto a quello che riusciamo a dare in questo momento ed un’assistenza specifica, come fa Tutti giù per terra attraverso la sua Onlus. Ci piacerebbe poter rispondere, ancora meglio di come facciamo attualmente, a problematiche molto diffuse sul territorio però poco conosciute o comunque nelle quali si interviene di meno, come ad esempio l’autismo ecco”.

Ci auguriamo che la sensibilità e l’impegno dell’assessore Anselmi possano essere da esempio a tante altre realtà italiane che potrebbero fare di più e meglio per le politiche sociali del nostro Paese.