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La città in cui si vive meglio: i dati 2020

La città in cui si vive meglio: i dati 2020

Quali sono i fattori che incidono maggiormente sulla qualità della vita? E qual’è la città nella quale si vive meglio?

Qualità della vita nel 2020

Uno dei sondaggi che ha i dati più aggiornati rispetto alla qualità della vita nel 2020 è quello della Community di Travel365. La Community ha inviato un sondaggio ad un campione di 10.000 utenti, invitandoli ad esprimere le proprie preferenze riguardo diversi parametri, attribuendo un voto in decimi per ognuna delle 6 aree tematiche:

  • Servizi, Ambiente e Salute,
  • Popolazione,
  • Ordine Pubblico,
  • Tempo Libero e Svago,
  • Tenore di Vita,
  • Affari e Lavoro.

Da una media dei risultati è emersa una top 10 delle città più vivibili in Italia.

La città in cui si vive meglio

Sembra che la città in cui si viva meglio in Italia sia Bologna, con un ponteggio di 58,5 su 60.
Le aree tematiche con un punteggio di 10 su 10 sono Servizi, Ambiente e Salute, Tempo libero e svago e Tenore di vita percepito. Il capoluogo emiliano è anche stato definito la città italiana più hi-tech.
Bologna è, inoltre la città universitaria per antonomasia, per questo è, non a caso, prima anche nella classifica delle migliori città universitarie italiane.

La seconda città italiana nella quale si vive meglio, con un punteggio di 58 su 60 è Milano.
Nonostante sia una città frenetica, Milano ha ottenuto il massimo punteggio per Tenore di vita.
Il capoluogo offre, infatti davvero molto ai suoi abitanti: servizi, divertimento di ogni genere, negozi lussuosi e alla portata di tutti, concerti, mostre, eventi, arte, biblioteche, parchi, cultura.
L’ultima sul podio con un punteggio che si stacca di 6 punti dalla seconda è Torino, decisamente efficiente nei servizi.
La nota più dolente di questa classica è forse che al suo interno non figura nessuna città del sud Italia. Speriamo che questo dato sia dovuto solo alla provenienza geografica dei partecipanti al sondaggio e non ad un dato certo a livello nazionale.

qualità della vita

Fattori che incidono sulla qualità della vita

Ma quali sono i fattori che incidono maggiormente sulla qualità della vita?
Cominciamo con il dire che il termine “qualità della vita” è una definizione utilizzata sia dalla gente comune che dagli studiosi. Tutti concordano sulla sua importanza, ma il suo significato non è uguale per tutti.
Anche il mondo scientifico riconosce l’impossibilità di adottare una definizione oggettiva e universale.
Ciò è causa del fatto che la componente soggettiva e percettiva del concetto di “qualità della vita” è molto rilevante.

Aspetti come l’età, la condizione sociale, il sistema di valori culturali o il gusto individuale, condizionano il punto di vista e la valutazione dei singoli.
Ciò che è sicuro è che il concetto di qualità della vita serve a misurare il benessere della popolazione nelle sue svariate dimensioni.
In linea generale possiamo dire che il benessere dipenda sia da alcune condizioni di vita materiali che dalla percezione individuale della qualità di vita.
Tra le condizioni materiali più comunemente rientrano: reddito e lavoro e la situazione abitativa.
Tra le dimensioni non materiali della qualità di vita, invece, possiamo citare: la salute, la formazione, la qualità dell’ambiente, la sicurezza personale, l’impegno civico e la conciliabilità tra lavoro e vita privata.

I report più attendibili sulla qualità della vita

Negli ultimi quindici anni si sono susseguiti diversi tentativi di creare classifiche universalmente attendibili, dai progetti di ricerca finanziati dalla Commissione europea, fino alle applicazioni sperimentali.
I Servizi di statistica europei (Eurostat) hanno ampliato il loro campo di indagine e, negli ultimi anni, hanno inserito tra le centinaia dei loro indicatori socio-economici alcuni indicatori ambientali, anche a scala urbana (Urban Au- dit).
Tuttavia la raccolta e la pubblicazione dei dati ha tempistiche lente, spesso troppo distanti dai tempi necessariamente stretti che devono assumere le decisioni politiche sulle priorità di investimento.
Avviene perciò di frequente che la capacità di dare risposte più veloci e con un certo grado di attendibilità arrivi “dal basso”.

Da ormai più di 20 anni, il “Rapporto Ecosistema Urbano” di Legambiente, curato da Ambiente Italia e negli ultimi anni pubblicato da Il Sole 24-Ore, organizza in modo sistematico i dati ambientali delle città italiane. Il report ha lo scopo di fornire un valutazione e comparazione oggettive della qualità e sostenibilità delle diverse città.
I risultati di Ecosistema Urbano 2019 fotografavano un’Italia che si muove in maniera dismogenea.
Da un lato emergeva un’Italia dinamica, attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilità, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, all’impegno contro lo spreco alimentare, alla crescita degli spazi naturali. Ma una lettura d’insieme più attenta evidenzia nelle aree urbane emergenze, criticità e troppe performance ambientali scadenti o pessime, a cominciare dall’allarme smog o dal ciclo dei rifiuti.

Al di là degli indicatori che verranno scelti per le indagini speriamo che le città italiane nelle quali si vive bene siano sempre di più, garantendo livelli sempre più alti di servizi e percezioni personali.

Veronica Lo Destro