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Nave Italia: la nostra avventura

Nave Italia: la nostra avventura

Siamo otto ragazzi che frequentano la classe V C del Liceo delle scienze umane di Aosta. In questo articolo vogliamo condividere la nostra straordinaria avventura sul brigantino Nave Italia.

Nave Italia: dalla neve alla nave

Tanti sono stati i pensieri nei giorni precedenti la partenza. Quanta preoccupazione nutrivano alcuni di noi e quante domande si affollavano nelle nostre menti: “Chissà se i nostri amici di Roma, conosciuti ad Arpy, si sarebbero ricordati di noi?”. Altri, invece, non riuscivano a contenere l’entusiasmo per l’esperienza unica e nuova che ci attendeva.

Nave Italia è un microcosmo di inclusione e convivenza; nello spazio di 62 metri di lunghezza e 9 di larghezza, si condividono le giornate, dall’alba al tramonto, cullati dal movimento delle onde del mare, che s’incontrano col flusso spontaneo dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.
Durante la nostra permanenza in Nave le condizioni meteo sono state per lo più favorevoli, a parte qualche momento di mare mosso che ha causato un po’ di nausea, superato dai cambiamenti di rotta operati ad hoc dall’equipaggio. I marinai di Nave Italia sono stati empatici ma mai invadenti nell’aiutarci ad affrontare le piccole e grandi difficoltà della navigazione, metafora della vita.

Al momento dell’imbarco, martedì 10 settembre 2019, ci ha piacevolmente colpiti il fatto che i ragazzi ci riconoscessero e chiamassero per nome (e soprannome!): Jomari, un ragazzo molto vivace, che ama ballare e che in nave si muoveva con particolare destrezza e autonomia, è stato da noi soprannominato “Ragazzo Fortunato”, poiché canticchiava l’omonima canzone di Jovanotti.

Nave Italia

L’amicizia supera le neurodiversità

Durante i giorni di navigazione abbiamo avuto modo di fortificare i legami di amicizia precedentemente instaurati: Mila e Bianca hanno passato molto tempo assieme; Bianca cercava di condividere le esperienze con Mila, entrambe felici del nuovo legame costruito, basato più sull’empatia che sulla comunicazione verbale.

Questa esperienza è stata intensa sia a livello emotivo che a livello relazionale. Due gruppi di persone, all’apparenza così diverse, sono riuscite a costruire un legame d’amicizia forte, profondo e vero, capace di valorizzare le peculiarità di ognuno.

Un’esperienza a contatto con natura e non solo

Altri aspetti non ultimi e significativi di questa esperienza sono il contatto con la natura, attraverso l’attivazione di tutti i sensi e l’immersione nell’elemento acqua, e la musica condivisa soprattutto durante le serate, strumento d’inclusione in quanto canale comunicativo importante per i giovani.

Tra gli altri ricordi più belli: la carezza di Sara ad Andrea Celeste, il dono delle conchiglie colorate da parte di Martina e degli animali gommosi di Adriano, la performance vocale di Saia, gli abbracci e i sorrisi di Marco.

Il nostro è stato un incontro di cuore, dove le parole non erano mai abbastanza ma sguardi e attimi erano tutto.